CHI SONO

Massimo
Gazza

Sono Massimo Gazza, ho 44 anni e sono candidato alla segreteria provinciale per la Federazione PD di Reggio Emilia.
Sono un insegnante di scuola superiore, sposato con Ottavia. Insieme abbiamo una bambina di nome Maddalena e un bambino di nome Sebastiano.

Amo la politica, nel 1999 sono entrato in Consiglio comunale e ho deciso di fare parte di una comunità di partito, iscrivendomi ai DS nel mio circolo, Boretto.
Ho poi affrontato con grande passione il passaggio al Partito Democratico e proprio col PD sono stato eletto a sindaco del mio paese.

Ho fatto il sindaco di Boretto dal 2009 al 2019, un’esperienza unica che mi ha fatto capire cosa significa governare situazioni complesse, fare scelte a volte difficili e mettere al centro il benessere della comunità.

Parte da lì la costruzione del partito che ho in mente. Un partito trasparente, inclusivo, che deve riscoprire le relazioni coi territori, che deve tornare a parlare di politica nel senso più “alto” e “collettivo” del termine, che deve sapersi riconoscere e riconnettere con i suoi militanti, iscritti, elettori ed eletti.
Il Partito Democratico, i suoi circoli, le sue persone, sono una ricchezza da riscoprire.

Credo sia per questo che il nostro progetto ha intercettato un consenso tra iscritti così ampio, un consenso che ci ha permesso di consegnare circa 700 firme a sostegno della mia candidatura.
Non posso parlarti di ogni singolo punto del programma, davvero un bel programma per cui mi hanno aiutato anche tanti amici e compagni. Trovi tutto QUI. Te lo consiglio.

Però di due temi ti vorrei parlare.
Parto da Festareggio. La nostra festa provinciale. Il momento in cui ogni anno potevamo ritrovarci e riscoprire il piacere di stare insieme, confrontarci e divertirci. Pensare al nostro futuro, come comunità viva e attiva di un territorio splendido.
E’ un appuntamento che dobbiamo, insieme, rilanciare, con attenzione ai temi della sostenibilità e della modernità.

Come tutti sanno e come probabilmente ti avranno detto, in passato ho votato la mozione Renzi al congresso nazionale.
Come tanti, ritenevo che servisse un partito aperto, innovativo, fondato su nuove relazioni e nuovi strumenti per intercettare i giovani e per ampliare la base elettorale. E pensavo che fosse il percorso giusto per interpretare il cambiamento.
Che sia stato un errore, l’ha detto il tempo. La quotidianità ci consegna oggi il ritratto di un leader solo, di una parabola autoreferenziale e lontana dai nostri orizzonti. Di quella stagione porto un insegnamento decisivo: la politica a sinistra si fa nel solco della concordia, della condivisione, della unitarietà praticata.
D’altra parte nella mia vita politica ho affrontato diversi congressi, ho fatto scelte che si sono rivelate giuste o sbagliate, vincenti o perdenti, ma sono sempre rimasto nel PD. Sono convinto che le persone passino, ciò che resta è il PD!

Oggi siamo tutti con Enrico Letta con lealtà e condivido pienamente la proposta politica del campo largo del centrosinistra. Approccio risultato vincente alle regionali del 2020, che abbiamo affrontato al fianco di Stefano Bonaccini.
Non amo inoltre chi tratta la politica come una questione di aree, di mozioni, di appartenenze a sottogruppi sempre più ristretti.
Nel Partito Democratico si discute, ci si confronta, si ascoltano e si valorizzano le opinioni di tutti poi si va avanti.
Insieme, la parola che compare sulle nostre tessere 2021, per il bene di tutti.

Se ti riconosci nella mia proposta ti invito a votarmi e a sostenermi. Ma non solo. Ti invito a partecipare al congresso, ad alimentare la discussione con le tue idee, a prendere parte alle iniziative e a proporne di nuove. Per come la intendiamo noi democratici, la politica è confronto: non dobbiamo averne paura.

D’altra parte, come diceva Antonio Gramsci, “Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”

Buon congresso!